Amigdala basolaterale e geometria delle emozioni
ROBERTO COLONNA
NOTE E
NOTIZIE - Anno XXIII – 13 giugno 2026.
Testi pubblicati sul sito www.brainmindlife.org della Società Nazionale
di Neuroscienze “Brain, Mind & Life - Italia” (BM&L-Italia). Oltre a
notizie o commenti relativi a fatti ed eventi rilevanti per la Società, la
sezione “note e notizie” presenta settimanalmente lavori neuroscientifici
selezionati fra quelli pubblicati o in corso di pubblicazione sulle maggiori
riviste e il cui argomento è oggetto di studio dei soci componenti lo staff dei recensori della Commissione Scientifica della Società.
[Tipologia del testo: RECENSIONE]
I neuroni dell’amigdala
baso-laterale (BLA) codificano valenze affettivo-emozionali positive e
negative ma, nonostante si siano accumulati tantissimi dati al riguardo, il
modo in cui viene effettivamente realizzata questa rappresentazione non è
affatto stabilito. Gli stati emozionali, già in mammiferi estremamente più
semplici dell’uomo, quali i roditori, sono caratterizzati da molte altre
variabili, oltre la qualità convenzionalmente definita positiva o negativa, e
tutte richiedono rappresentazione e, dalle verifiche comportamentali, sappiamo
che di fatto sono codificate, ma non sappiamo in che modo.
Pia-Kelsey O’Neill, Lorenzo
Posani e colleghi hanno rilevato che, mentre i singoli neuroni della BLA codificano
molte variabili legate a stati emozionali – quali valenza, paura, sicurezza –
la geometria del livello delle popolazioni neuroniche della BLA consente una
lettura chiara e senza interferenze di una singola variabile.
(O’Neill P.-K. et al., The representational
geometry of emotional states in basolateral amygdala. Nature Neuroscience – Epub ahead of print doi: 10.1038/s41593-026-02315-y, 2026).
La provenienza degli autori è la seguente: The Mortimer B. Zuckerman Mind Brain Behavior
Institute, Columbia University, New York, NY (USA); Department of Neuroscience,
Columbia University, New York, NY (USA); Department of Psychological and Brain
Sciences, Dartmouth College, Hanover, NH (USA); The Mortimer B. Zuckerman Mind
Brain Behavior Institute, Columbia University, New York, NY (USA); Department
of Neuroscience, Columbia University, New York, NY (USA); Center for
Theoretical Neuroscience, Columbia University, New York, NY (USA); ICM Paris
Brain Institute, Hôpital de la Pitié
Salpêtrière, Paris (Francia);
(USA); Department of Psychiatry,
Columbia University, New York, NY (USA); Howard Hughes Medical Institute, Columbia
University, New York, NY (USA); Allen Institute for Neural Dynamics, Seattle,
WA (USA); Department of Neurobiology, Northwestern University, Evanston, IL
(USA); Kavli Institute for Brain Science, Columbia University, New York, NY
(USA).
È nozione consolidata che i neuroni
dell’amigdala basolaterale (BLA) codificano il valore negativo o positivo dell’esperienza
compiuta da un animale; ma sappiamo che tutti gli aspetti e le sfumature che
caratterizzano e distinguono gli stati emozionali, soprattutto nella nostra
specie, prevedono una vasta gamma di variabili, che devono necessariamente essere
rappresentate in questi circuiti, ma che non sappiamo in che modo siano
effettivamente codificate. Per indagare il modo in cui la BLA codifica questi
stati funzionali del cervello, Pia-Kelsey
O’Neill e colleghi coordinati da C. Daniel Salzman hanno realizzato
esperimenti con stimoli condizionati che inducevano nei topi due differenti
risposte comportamentali: tremito o rifugiarsi in una tana. Due
reazioni considerate manifestazione di due stati diversi: paura e abbandono del
luogo di pericolo per salvarsi.
L’inattivazione della BLA eliminava
vari aspetti delle risposte differenziate a stimoli suscitanti avversione o di
per sé neutri, senza però eliminare le due risposte comportamentali condizionate,
ossia il tremito e la fuga nel rifugio, così da suggerire che, coerentemente con
quanto dimostrato in precedenza, la BLA codifica la valenza dell’esperienza e
nulla che abbia a che fare con i comandi motori. Ma, all’analisi funzionale, i singoli
neuroni raramente rappresentavano soltanto la valenza, intesa nel senso convenzionalmente
schematico che si adotta in questo genere di studi, mostrando, invece, una
selettività mista per 1) identità dello stimolo, 2) valenza dello stimolo, 3)
tremore e/o rifugio.
Al contrario, a dispetto di questa
selettività parziale e mista delle singole cellule nervose, l’attività di
popolazione a volte realizzava una geometria di rappresentazione che conferiva
due proprietà computazionali specifiche, individuando due letture
specializzate: 1) generalizzazione fra le condizioni, 2) nessuna
interferenza tra letture di variabili differenti.
Queste letture specializzate
consentono alle risposte in uscita di dipendere da una sola specifica variabile,
senza subire l’influenza delle altre.
L’autore della nota ringrazia
la dottoressa Isabella Floriani per la correzione della bozza e invita alla lettura delle
recensioni di
argomento connesso che appaiono nella sezione “NOTE E NOTIZIE” del sito
(utilizzare il motore interno nella pagina “CERCA”).
Roberto Colonna
BM&L-13 giugno 2026
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